27 marzo festa della donna capoverdiana

Oggi, 27 marzo, è il giorno della donna CAPOVERDIANA!!! Volando tra i miei pensieri, mi è uscita questa poesia pensando alle nostre nonne, alle nostre madri ma soprattutto a mia cugina che sta combattendo una grandissima battaglia, quella del cancro. Così le dedico questa poesia:

Mia cugina Vanda!

Uno, due, tre, senti il ritmo del Batuque!

Ecco la donna capoverdiana,

che sorregge il nostro arcipelago nel firmamento.

Nell’ombra, splende!

Con i suoi colori,

fa brillare il cuore dei non credenti.

Oh, criola! Chiudi i tuoi segreti,

sotto sette chiavi.

Apri il tuo cuore verso i quattro venti,

Piangi sul terreno secco per far crescere i fiori.

Alza i piedi, sbatti sulla terra marrone il tuo dolore.

Chiudi il pugno e urla il tuo malcontento,

Sbatti i tuoi panni ed alza la polvere del pentimento.

E sul pensiero “dos Malcriados”,

risorge come il sole dell’infinito.

Batti le mani e sveglia il mondo,

e sii il volto femminile di Dio.

Qamar

Sergio Frusoni, il poeta italo capoverdiano

Dati Biografici

Sergio Frusoni fu un poeta italo-capoverdiano. Nacque il 10 Agosto del 1901 nella città di Mindelo, São Vicente. Figlio di genitori italiani, Giuseppe Frusoni commerciante di corallo e di Erminia Bonucci. Giuseppe Frusoni era in società con Pietro Bonucci, fratello della moglie, a Mindelo.

A Capo Verde Sergio Frusoni frequentò gli studi fino alla quarta elementare. Il padre mandò Sergio e il fratello Emanuele in un collegio in Italia. Nel collegio erano spesso picchiati e così il padre li fece ritornare a Mindelo. Ancora giovane lavorò alla “Western Telegraph Company” come telegrafista. Dopo un periodo di lavoro lasciò l’impiego, a causa di alcune incomprensioni con un collega inglese. Nel frattempo lui raggiunse l’età del servizio militare e il padre decise di mandarlo in Italia. A Livorno conobbe Mary Carlini con la quale si sposò il 26 Giugno del 1924.

Nel 1925 Sergio Frusoni tornò a Mindelo con la moglie. Nello stesso anno nacque la prima figlia Lilia. Sergio Frusoni trovò subito lavoro nella compagnia italiana “Italcable”, concorrente della compagnia inglese “Western Telegraph Company”.

Nel 1931 ottenne il trasferimento ad Anzio, e dopo un anno circa venne trasferito a Roma. Nel 1932 morì la figlia Lilia. Sergio Frusoni e la consorte ebbero ancora quattro figli: Franco, Giovanna e Mario nati a La Spezia e l’ultimo Fernando a Roma.

Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, Sergio Frusoni entrò a far parte dell’esercito italiano. Fu imprigionato in un campo di concentramento americano a Coltano. Nello stesso campo fu prigioniero anche suo figlio Franco, ancora minorenne. Furono liberati solo alla fine della guerra.

Nel 1947 Sergio Frusoni e famiglia partirono da Genova per Capo Verde con scalo a Lisbona.

A São Vicente furono accolti dallo zio Pietro Bonucci nella sua casa. Sergio Frusoni lavorò come aiutante al negozio dello zio. Con il passare dei tempi riuscì ad aprire un bar di nome “Caffè Sport”. Fortunatamente qualche tempo dopo rientrò a lavorare di nuovo all’Italcable (chiuso nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, perché gli inglesi tagliarono il cavo sottomarino). Lavorò lì fino al 1964. Con la pensione nel 1966 decise di partire per Genova insieme alla moglie, rimasero fino al 1971. Ripartirono di nuovo per l’isola di Sao Vicente e nel 1974 decisero di andare a Lisbona dal figlio Franco e lì nel 1975 morì.

Curiosità:

Uomo di rara sensibilità ha osservò la società di Mindelo descrivendola con maestria nei sui vari poemi scrivendo in creolo di São Vicente. Scrisse anche dei poemi in portoghese, inglese e italiano.

Molti dei suoi poemi sono riuniti nel libro di Dott. Augusto Mesquitela Lima con il titolo in portoghese “A Poética de Sergio Frusoni – Uma Leitura Antropologica”, edizione dell’Istituto di Cultura e Lingua Portoghese e Istituto Caboverdiano do Livro e Disco, 1992.

Fece la libera traduzione del libro “Er Vangelo Secondo Noantri!” di Bartolomeo Rossetti scritto nel dialetto romano in creolo “Vangêl Contód d’nôs Móda “una edizione della “Terra Nova” Sao Filipe-Fogo e finito di stampare nel 1979   Grafica e stampa: Comunicazione s.n.c. Bra (CN).

Scrisse anche dei racconti come Ti Karanga e Mari Matchim facendo parte del “Mosaico Mindelense” e furono trasmessi alla Radio Barlavento di Mindelo.

Utilizzando la musica di “Manché” scrisse le parole di un’operetta musicale di nome “Cuscujada” recitata dal figlio Franco in teatro con il Congiunto Scenico Castilhano.

Nell’ambito musicale scrisse le parole e compose la musica della Morna (musica tipica di Capo Verde) “Tempe d’ caniquinha”, “Ó Maria Hortensa” e ancora una marcia che la Banda Municipale suonava nella piazza principale di Mindelo.

All’età di cinquantadue anni dedicò il suo tempo libero alla pittura. Dipinse vari quadri tra cui un ritratto de Papa Giovanni XXIII e uno di Kennedy. Dipinse anche quadri con figure tipiche di Mindelo, ritratti della moglie e di una sua nipote.

Genova, 8 di Novembre 2012

Fernando Frusoni, il figlio. 

(Le sue poesie sono sul blog dell’Associazione Italo Capoverdiana, che è gestito da me e da un’altra collaboratrice, Ilaria.)               

Oh, Mar levam ma bo

 OH, MAR LEVAM MA BO

Oh, mare portami con te!!!

Portami nel ricordo più sfuggente.

Fammi scivolare nell’eremo  del pensiero,

Fammi cadere nell’orizzonte del tuo desiderio.

Oh, mare portami con te

In luogo dove non esiste giusto o sbagliato.

Oh, mare canta con me,

Il canto di libertà.

Raccontami i tuoi segreti più profondi

Toglimi i miei peccati così che possa rinascere

Sono giovane e peccatore

Sono giovane e sognatore,

dammi la mia libertà!

Sbattimi tra le tue onde

Così che mi possa svegliare!

Annegami  nell’abisso della verità,

E lasciami scaldare le mie lacrime,

nel sole dell’alba.

Oh, mare portami con te

Fammi camminare sulle tue acque

Così posso raccontare che sono diventato uomo.

Sandra Andrade

(Poesia dedicata ai due giovani ( Gianni ed Andrea) dell’equipaggio SALINA EXPERIENCE). Follow : http://www.salinaexperience.com/