Youssef e la Nutella

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In un paese lontano viveva un ragazzo di nome Youssef. Aveva 20 anni e apparteneva a una famiglia povera. Ogni giorno usciva per andare a lavorare nella piantagione di caffè, prendeva il solito pulmino che lo portava a 100 km da casa sua. Si svegliava tutte le mattine alle 4 per sgobbare tutto il giorno fino alla sera; prendeva il suo cestino con il pranzo e salutava la madre in segno di rispetto.

Era il fratello maggiore di 7 figli (4 maschi e 3 femmine).

Youssef era un ragazzo dalla carnagione scura, snello ma forte; aveva occhi neri, timidi che colpivano chiunque lo guardasse; aveva un bellissimo sorriso ed era un ragazzo sveglio.

Era bravo in matematica infatti tutti si facevano aiutare da lui per la contabilità domestica soprattutto la vicina di casa anziana Safiyyah.

Sarebbe potuto andare al liceo ma i genitori non potevano permetterselo.

La madre era dispiaciuta perché conosceva le qualità del figlio.

Ogni sera prima di andare a letto Youssef baciava la madre sulla fronte; lei lo guardava negli occhi con aria malinconica e diceva sempre questa frase:

“Tu sei mio figlio e dal mio ventre sei uscito. Sei un pezzo di me e credo in te, sei intelligente, sei dolce, il tuo destino è scritto nelle stelle. Segui il tuo cuore e non dimenticare mai chi sei.”

Il padre era un invalido, che non aveva mai ricevuto nessuna ricompensa o pensione dopo quella maledetta guerra.

Abitavano in un paesino di soli 200 abitanti ricco di vegetazione dove si conoscevano tutti.

C’era un unico televisore dove tutti si riunivano alla sera dopo cena per guardare film, telenovelas, partite di calcio, telegiornali etc. Dipendeva dalla serata!

Youssef quando guardava la tv rimaneva sempre colpito dalla pubblicità.

L’ immagine che aveva sempre impressa nella mente era quella della famigliola felice che faceva colazione spalmando la nutella su questa fetta di pane.

Questa pubblicità lo faceva riflettere sulla sua situazione, questo lusso non gli era permesso infatti il pane era fatto in casa dalla madre e a volte gli veniva concesso solo il burro che il pastore Muhammade portava loro.

Ah, come desiderava quella nutella! Voleva assaggiarla almeno una volta per capire che gusto avesse e provare quella sensazione di felicità che provava quella famiglia della pubblicità.

Una sera un po’ diversa dalle altre fece il sogno di essere seduto a tavola con la sua famiglia a mangiare la nutella.

Quando si svegliò prese la decisione di partire alla ricerca di quel nettare degli dei.

Alla sera, dopo il lavoro, durante la cena comunicò alla famiglia che voleva partire.

Tutti rimasero sconcertati, nessuno se lo aspettava, tranne la madre che sapeva sarebbe arrivato questo momento.

Youssef aveva un amico che conosceva un tizio che organizzava viaggi su barche e con i pochi soldi che aveva messo da parte e con i risparmi della famiglia che gli aveva regalato la madre, poté partire.

A lui poco importava se rischiasse la morte ma voleva la sua nutella.

Arrivò il giorno della partenza tutti nel paesino erano tristi, l’anziana Safiyya piangeva e urlava: “Il mio bambino partirà e non tornerà mai più.” Ognuno gli fece dei piccoli regali/portafortuna. 

Lasciò il suo lavoro al fratello secondogenito Ismael, così poteva prendere il suo posto nel sostenimento della famiglia.

Salutò tutti e lasciò per ultima la madre che strinse con un abbraccio. La tristezza della madre era così profonda che riuscì a dirgli solo la solita frase:

“Tu sei mio figlio e dal mio ventre sei uscito. Sei un pezzo di me e credo in te, sei intelligente, sei dolce, il tuo destino è scritto nelle stelle. Segui il tuo cuore e non dimenticare mai chi sei.”

Prese le sue cose e dopo tanti saluti partì alla ricerca della sua nutella.

Qamar Sandra Andrade

Graffi

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(Quod scripsi, scripsi)

“Si frammenta il corpo nel veleno dei serpenti.

Il cuore smette di battere.

La mente si spegne,

e l’anima vola nel catalizzatore delle bugie più dolci.”

Il cambiamento fu interrotto dai pensieri degli idioti. I bambini ruppero i loro giuramenti con i suoni della tecnologia e il signor Joaquim andò a comprare il calore del sistema. Tutto ciò che ci è rimasto, è quella gioventù dei clown.

Le urla delle anime perdute andarono nel mare dei furbi e le pentole della signora Joana Seresma svegliarono i sentimenti dell’errante. E la cosa peggiore è che i nostri cuori, accidentalmente, si fermarono al centro dell’egoismo di parole vuote.

Sono andata a nutrire i poveri di spirito e la corrente violenta delle onde del sistema mi allontanò dalle mie emozioni, così  finì per dimenticare di dare il messaggio al maestro della conoscenza … tutto si è perso nelle profondità dell’oceano di perdizione.

Sistema pazzo, di idioti e di non verità. Tutto è completamente pazzo. Qual è la verità per noi esseri di un sistema pazzo? La verità non esiste più … tutto è capovolto. E la ragione, se esiste, è per quelli che vivono in un universo di colori.

Dov’è andata la nostra consapevolezza? La nostra umanità? Il nostro essere? Il nostro coraggio? Uno, due, tre…  finito tutto nel confessionale dei poteri più forti.

Il sesso è l’onda del più intelligente, o sei bravo a catturare le onde o sei stupido. Chi vuole emozioni forti, deve comprarle! Il prezzo può aumentare o diminuire in base al prezzo del mercato.

Corri, corri, corri che il sistema ti sta cercando. Non guardare indietro …. è vietato! Non guardare avanti è proibito! Non pensare a quello che stai facendo perché è severamente proibito! Pensare è il male! Fermarsi è perdere dei soldi! Soldi, soldi, soldi … business, business, business  il patto perfetto che l’uomo fece con il signor 666.

Oh tu, svegliati!  Il gallo stamattina ha cantato e il maiale ha appena  attraversato la strada … oh, che mal di testa! Dove sono i miei problemi? Sotto il cuscino … e a chi importa? A NESSUNO.

Tutto è un continuo movimento su questo pianeta delle emozioni proibite! Non ci sono né colori né sapori, ma solo quel ricordo di un’esistenza altrove. Dover accettare qualcosa significa smettere di combattere, ma puoi sempre riconoscere che tutto è già stato scritto.

E in questa danza di soli, le polveri calde cadono in questa terra arida. Corpi mutilati dall’egoismo e dalle tentazioni. L’ ignoranza vaga nelle menti e nel cuore dei perfetti e l’uomo della giacca verde ci sta ubriacando con il suo alito di disprezzo.  Basta una parola e sbam due colpi nell’aria che i parassiti corrono. Il tumulto copre la voce degli innocenti: taci, taci, taci piccola creatura.  Si alza la bandiera dei perdenti e cala il sipario della vergogna di quelli che un tempo tacquero.